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No-Archeologia-precaria
Diamo dignità al lavoratore e alla sua professione

29 settembre 2008
Un PC al TOP con i programmi gratuiti
Il Computer è una piattaforma multifunzione e polivalente. Oggi giorno, oltre che per lavoro, viene usato anche per "passatempi" grazie alle numerose soluzioni multimediali che offre. Guardare film, ascoltare musica, navigare sul web, giocare, ricerche su reti P2P, ect.... Ma una volta che acquistiamo un pc, ci ritroviamo con un sistema operativo di base che oggi offre si molte più funzioni rispetto a quello di un tempo ma con parecchi handicap. Quindi ci occorrerà un supporto, che al momento, non è integrato nel nostro sistema operativo, dovremo così cercare software che siano in grado di soddisare certi nostri bisogni. Quando andremo a cercare questi allettanti programmi come gli antivirus, gli anti syware, ecc, ci verranno richiesti parecchi euro. Siccome noi non viviamo nell'oro e quindi non facciamo Berlusconi di cognome, di solito ci affidiamo a reti poco lecite come il P2P. Sbagliato! Capita infatti molto spesso che scaricando gli applicativi, accogliamo nel nostro pc virus, troian e tanto altro ancora. Quindi come posso risparmiare ed avere un software di competenza? Semplice, nella rete estesa di internet! I programmi che secondo me non devono mancare nel nostro Personal Computer sono i seguenti:

Antivirus:

Avast antivirus (clicca qui per download free) o AVG Antivirus Free Edition 8.0 (clicca qui per download free)

Antispyware:

Dr.Web: Eseguibile non installante spietato con tutte le forme virali del nostro personal computer. (clicca qui per download)
Spyware Terminator (clicca qui per il download)

Programmi per scrivere, fare calcoli matematici, grafici, database..:

La versione free di Office, si chiama OpenOffice ed è molto simile al programma più "famoso" della microsoft solo che lo troviamo GRATUITO (clicca per accedere alla pagina download)

Lettore e Editore PDF: Il formato PDF è stato creato da Adobe come un formato per lo scambio globale di documenti, è il più efficiente modo di scambiare informazioni. (pagina dawnload)

Lettore file compressi

WinRAR senza dubbio il migliore (clicca qui per download)

Programmi chat

Il migliore è Skype, veloce e sicuro (pagina download)

Il più diffuso è senza ombra di dubbio Msn Messenger (pagina download)

Programmi P2P (per scaricare)

Emule (download) oppure BitTorrent (pagina download)

Riproduttori multimediali

VLC Media Player: Legge tutti i formati audio e video perchè contiene tutti i codec. Ottimo per chi non vuole installare i codec xvid e Dvix sul proprio computer. (pagina di download)

Winamp per noi il migliore riproduttore audio in circolazione (pagina download)

Programma per scaricare i video da Youtube

Richiestissime queste applicazioni anche se esistono metododi diversi (tipo le applicazioni di Firefox), possiamo usare per scaricare i video da youtube YouTube Grabber (pagina download)

Browser alternativi a Internet Explorer 7 - 8

Menu diffusi, ma non per questo meno efficenti (meno diffusi equivale anche al fatto che ci sono pochi virus per "bucarli") sono FIREFOX (pagina download) Safari della apple (download) Opera (pagina download) o il nuovo Google Chrome (pagina download)

Programma per masterizzare

Cd burner XP per masterizzare cd,dvd (download)

Ritardare la scadenza dei programmi in prova

RunAsDate, intercetta le parti del programma atte a gestire la data di scadenza. Una volta avviato il programma e selezionato il programma di cui si vuole "allungare la vita", basta imporre la data in cui farlo scadere da noi e cliccare su run. La possibilità di decidere noi, la data in cui il programma smetterà di funzionare, ci permette in pratica di avere una versione definitiva impostando una data molto lontana. download

Trial-Reset, che permette di modificare delle chiavi di registro dei programmi, rendendo possibile reinstallare un programma al termine della sua prova gratuita. download

Resource Hacker, avendo un pò di pratica, permette di "girare" fra le impostazioni del programma rimuovendo eventuali limitazioni. download
29 settembre 2008
Precariato: quando il lavoro fa male alla salute
<B>Il "mal di vivere" del precariato<br>quando il lavoro fa male alla salute</B> Gli effetti vanno dall'insicurezza psicologica, progressiva, allo stress eccessivo e possono seguire gastriti, disturbi cardio-circolatori, problemi nervosi. Prima ci sono contratti a progetto e lavori in affitto; c'è la questione sicurezza, la mancanza in molti casi di strumenti di protezione, la privazione di tutele e la relativa probabilità di infortuni. Perciò la diagnosi è molto seria: il lavoro precario fa male alla salute. Occorrono prevenzione e cura. Quanto prima.

A fare il check-up delle condizioni in cui versa il lavoro atipico e soprattutto delle conseguenze per i lavoratori così impiegati è uno studio dell'Osha, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (http://osha.europa.eu), che evidenzia l'insorgere di vari rischi legati alle nuove forme di organizzazione del lavoro. Temporaneo o a progetto, prestazione d'opera, finto lavoro "in proprio", e outsourcing,: secondo l'indagine, pubblicata nelle settimane scorse, da queste nuove forme di contratto derivano altrettanti nuovi rischi per la salute dei lavoratori. E di fatto oggi chi è impiegato attraverso questo genere di contratti è più esposto.

Il malessere degli atipici. Nel corso della ricerca l'Agenzia ha interpellato esperti di vari paesi, (Europa e Stati Uniti) e professionisti dell'Ilo (l'agenzia dell'Onu per il lavoro) e ha chiesto loro di valutare la presenza, o meno, di nuovi rischi per la salute derivanti dalle forme di organizzazione del lavoro recenti e atipiche. Dalle risposte sono emersi vari elementi critici: i precari hanno occupazioni più rischiose, condizioni di lavoro più scarse, e raramente ricevono una formazione adeguata su salute e sicurezza. Inoltre, la sequenza spesso convulsa e scostante di contratti a breve termine "aumenta la sensazione di insicurezza e marginalità, provocando l'incremento di stress e preoccupazione, con rischi per la salute molto gravi".
Le interruzioni tra un contratto e l'altro rappresentano infatti una discontinuità della responsabilità legale del datore di lavoro. E questo, secondo gli esperti, finisce per essere ulteriore elemento di malessere.
Quindi, a confronto con coloro che sono impiegati in un lavoro stabile, i lavoratori precari risultano maggiormente vulnerabili. Molto più deboli. E non solo per quel che riguarda contributi, indennità, stipendi. "La lettura data - dichiarano i ricercatori dell'agenzia - è ampiamente supportata dalla letteratura scientifica in materia: ci sono dimostrazioni che le caratteristiche di queste nuove forme di lavoro non tradizionali portino a rischi peculiari per la salute".

Le condizioni di lavoro. Un altro aspetto riguarda i carichi di lavoro: le statistiche europee indicano che oltre metà degli occupati dichiara di lavorare ad alte velocità e pressione per tre quarti del tempo, con un trend che pare essere in aumento. A questo proposito lo studio sottolinea anche la frequente esclusione dei lavoratori precari dai tavoli sindacali su salute e sicurezza e il minore accesso (o del tutto assente) ad attrezzature e strumenti di protezione. I risultati di tale sistema si traducono dunque in condizioni fisiche di lavoro peggiori, insicurezza psicologica e stress eccessivo, un maggior carico d'impiego, incidenti più frequenti.

"Si va rafforzando una sorta di mal di vivere perché l'incertezza del lavoro e la precarietà continua finiscono per far morire la speranza nel futuro - sostiene Filomena Trizio, segretaria generale di Nidil-Cgil - le nuove generazioni sono circondate da questo tipo di contesto lavorativo e senza dubbio sono più esposte al malessere. Altro che bamboccioni, la condizione di disagio in cui si trovano i giovani è frutto di scelte politiche e sociali precise. E su queste si deve intervenire".

Ma oltre a ravvisare un legame tra i nuovi pericoli per i lavoratori (soprattutto lo stress e le conseguenti malattie psicosomatiche) e i nuovi equilibri economici e organizzativi, nella ricerca viene riscontrato anche un collegamento tra la maggiore competitività sul luogo di lavoro e gli episodi di bullismo e molestie; infine la sottolineatura di un altro aspetto: la connessione tra lo scarso equilibrio della vita professionale e quello della vita privata e famigliare.
Situazioni che fanno del lavoratore precario un soggetto a rischio e concorrono ad aumentare i danni alla salute derivanti dal lavoro. Sintomi che spingono gli operatori del settore, come l'Agenzia europea, a ribadire la necessità di trovare presto vaccini e terapie: un maggiore controllo degli ambienti di lavoro e un incremento reale di garanzie e tutele. In altre parole: nuove, differenti politiche per un lavoro diverso, stabile e sicuro.

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18 settembre 2008
PROFESSIONISTI PER I BENI CULTURALI
PROFESSIONISTI PER I BENI CULTURALI PDF Stampa E-mail
Attraverso la rivista “ArcheoNews, mensile di informazioni economiche per i beni culturali” e in collaborazione con diverse associazioni professionali e di categoria abbiamo intenzione di pubblicare il primo “Annuario dei Professionisti dei Beni Culturali” la cui pubblicazione è prevista per novembre 2008 e verrà presentato in occasione della XI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si terrà a Paestum dal 13 al 16 novembre 2008.
L’obiettivo principale dell’Annuario è la creazione di un rapporto stretto tra domanda e offerta di lavoro per le figure professionali operanti nel settore dei beni culturali.
Nell’Annuario verranno inseriti esclusivamente i laureati che operano o intendono operare nel settore dei Beni Culturali ed in possesso di una laurea inerente, con o senza partita iva.
L’adesione all’Annuario è COMPLETAMENTE GRATUITA e non implica nessun obbligo nei confronti dell’Agenzia Magna Graecia, editrice dell’Annuario.
Per aderire all’Annuario basta scaricare i moduli cliccando direttamente QUI ed inviarli all’indirizzo indicato nel modulo.
Riportiamo di seguito le caratteristiche principali dell’Annuario.

CHE COS’E’
L’Annuario raccoglierà i nominativi dei laureati, con o senza Partita Iva, purchè in forma singola.

A CHI E’ RIVOLTO
L’Annuario è rivolto a tutti i laureati di vecchio e nuovo ordinamento.

LA DISTRIBUZIONE
La distribuzione avverrà in modo capillare a livello nazionale ed in particolare verrà distribuito a:
- Aziende e cooperative del settore Beni Culturali
- Aziende del settore edile
- Aziende e cooperative di scavi archeologici
- Uffici gare e appalti delle Soprintendenze Italiane
- Uffici gare e appalti di Enti che lo richiederanno
- Operatori del settore Beni Culturali
- Musei e Centri espositivi

PER ADERIRE
Per aderire basta scaricare il modulo cliccando QUI. L’adesione è COMPLETAMENTE GRATUITA e non comporta alcun tipo di onere nei confronti dell’Agenzia Magna Graecia, editrice dell’Annuario.

INFO
Maggiori informazioni possono essere richieste chiamando in redazione al numero 0828 781619 oppure chiamando il responsabile al numero 333 9158754
 
14 settembre 2008
Montale: i metallurghi di 3500 anni fa
Modena - Oggi - domenica 14 settembre - dalle 10 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 19 il Parco archeologico della Terramara di Montale propone uno degli eventi più interessanti della stagione. Le recenti ricerche sulla metallurgia dell'età del bronzo, condotti in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Modena e Reggio Emilia, permettono, infatti, di presentare al pubblico non solo le procedure tecnologiche della fusione, ma anche di fornire informazioni sui diversi aspetti della "catena produttiva" che precede il delicato momento della realizzazione dei manufatti: i giacimenti e l'estrazione del minerale metallico, la circolazione del metallo, i traffici e gli scambi. Un aspetto particolare della ricerca riguarda la sperimentazione sugli stampi in pietra che venivano utilizzati per fondere il metallo: a partire dallo studio microscopico degli originali conservati nel Museo Archeologico, sono stati individuati nel Modenese affioramenti di rocce analoghe dai quali è stata prelevata una quantità di materiale sufficiente a produrre copie utilizzabili per le sperimentazioni.

Successivamente i blocchi sono stati scolpiti con martelli in pietra e scalpelli in bronzo, lisciati con sabbia e acqua e incisi con punteruoli fino ad ottenere stampi del tutto simili agli originali: questa stessa operazione verrà riproposta domenica al parco dallo staff dei "metallurghi" del parco.Il biglietto d'ingresso al Parco costa 6 euro (4 euro dai 6 ai 13 anni, gratuito fino a 5 e oltre i 65 anni).



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14 settembre 2008
L'archeologia blocca la fermata C della Metro
Metro C, il grande bluff della tratta centrale San Giovanni-Clodio. «Tutto fermo», potrebbe essere il titolo ideale di questa commedia all’italiana con tanti protagonisti: gli ex sindaci Walter Veltroni e Francesco Rutelli, il management di «Roma Metropolitane», il consorzio di imprese costruttrici («Metro C spa») e le Soprintendenze archeologiche. Con la partecipazione straordinaria, nel finale, della nuova giunta Alemanno, entrata in scena a film quasi concluso. Ovvero in quella lunghissima sequenza (che dura dalla primavera scorsa a oggi) in cui gli scavi archeologici delle stazioni centrali «San Giovanni», «Colosseo», «Venezia», «Chiesa Nuova» e «San Pietro» sono completamente bloccati perché la Sar sta valutando l’enorme quantità di reperti rinvenuti durante i sondaggi preliminari, durati anche un anno e mezzo più del previsto. Tanto che appare azzardato fare previsioni sull’apertura dei cantieri veri e propri o sull’inaugurazione della tratta, fissata per il 2015.
Questa in sintesi la situazione attuale così come emerge dall’ultimo rapporto (datato 31 agosto) di «Roma Metropolitane», la società appaltante del Campidoglio presieduta da Chicco Testa: «Procedono le indagini con scavi archeologici preventivi nel sito di piazza Madonna di Loreto e sono completate le operazioni di rinterro a piazza Venezia; a piazza del Colosseo e piazza della Chiesa Nuova sono state ultimate le attività di ripristino dell’area allo stato ante litteram». Leggasi: «Tutto come prima, in attesa di nuove disposizioni». E allora eccolo il grande bluff messo in atto prima dall’amministrazione Veltroni e poi dal candidato sindaco (sconfitto) del centrosinistra nonché ex ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli. Un bluff in due parti: nella prima la vecchia Giunta cela sistematicamente i ritardi e le difficoltà nei sondaggi archeologici che già hanno portato alla soppressione della fermata «Argentina». Nella seconda, lo scorso 4 marzo, Rutelli annuncia che il tavolo tecnico del suo (ora ex) Ministero aveva appena concesso le autorizzazioni necessarie per la prosecuzione dei lavori nonostante la relazione fortemente negativa inviata il 24 gennaio al direttore generale per i Beni Archeologici del ministero, Stefano De Caro, dal soprintendente archeologico capitolino Angelo Bottini. «La metro C si può fare anche nel centro storico - spiegava in piena campagna elettorale l’aspirante primo cittadino seduto tra Bottini, De Caro e Testa -. Finalmente sarà possibile celebrare il matrimonio tra archeologia e modernizzazione che la città si aspetta da sempre». La metro in centro si potrà anche fare, come prometteva Rutelli, ma il matrimonio sembra già in crisi se pochi mesi dopo tutti i cantieri sono fermi proprio a causa del fattore A (come Archeologia) decisivo, del resto, anche nella rinuncia al parcheggio del Pincio.
Ora la patata bollente è nelle mani di Sergio Marchi, neoassessore comunale alla Mobilità: «Negli ultimi giorni ho registrato un clima molto positivo - spiega -. I vertici di Roma Metropolitane mi hanno assicurato che Lodi-San Giovanni aprirà nei tempi previsti (fine 2012, ndr). Anche per la tratta centrale si sta andando avanti con la nuova progettazione della fermata Colosseo. Per Chiesa Nuova e Venezia, sicuramente le due stazioni più problematiche, ci sono delle difficoltà ma speriamo di superarle perché è importante che le stazioni previste dal tracciato si facciano tutte". L’impressione è che verrà fatto l’impossibile per salvare «Venezia», fondamentale nodo di scambio con la futura Linea D, mentre «Chiesa Nuova» potrebbe essere la seconda fermata (dopo «Argentina») a essere sacrificata sull’altare dell’archeologia.

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12 settembre 2008
Sicurezza e qualità del lavoro: intervista all'ex ministro del lavoro Damiano alla festa del Pd
venerdì 12 settembre 2008

ImageAlla Festa provinciale del PD serata dedicata ai temi del lavoro. Allo spazio dibattiti stasera alle 21 prenderà la parola Cesare Damiano, viceministro ombra al lavoro, ed ex ministro del lavoro nel Governo Prodi. Damiano da tempo è in prima linea sui temi della sicurezza e della qualità del lavoro nonchè sul superamento della precarizzazione diffusa. Nella serata verrà presentato il suo ultimo libro, "Il lavoro interrotto" ed. Rizzoli, a cura di Roberto Artioli (Qui), una sorta di saggio nel quale vengono affronatti i principali nodi che animano il sistema produttivo italiano.

Per gli Incontri con gli autori in Libreria, alle ore 20.30, presentazione del libro "Le ciccione lo fanno meglio" di Caterina Cavina, Ed. Baldini Castaldi Dalai. Intervista all'autrice a cura di Chiara Laghi. Caterina Cavina è stata una delle sorprese nel panorama della narrativa italiana del 2008. Giornalista di Sabato Sera Imola ha pubblicato per Baldini Castaldi Dalai questo suo primo libro che ha venduto migliaia di copie ed è stato al centro del dibattito nazionale. Attualmente la Cavina collabora anche con riviste nazionali.

Per l'offerta musicale al palco centrale va in scena una delle band italiane emergenti, i "Baustelle"(offerta libera di almeno 5 euro), mentre al caffè concerto torna il Nerico Show.
All'arena ballo Malpassi si balla con l'orchestra Gi Raffoni, all'arena sport Uisp esibizione di capoiera a cura dell'associazione Italia Chama Brasil. All'arena Le Tribune, scuola di polizia stunt show, primo spettacolo alle 20.30, secondo alla 22.30.

Alle 19 apriranno i 12 punti dedicati alla ristorazione con la cucina romagnola, le carni e il pesce, ma anche la cucina internazionale, nonchè gli spazi ludici dedicati alla tombola, alla pesca gigante e alla pesca delle piante. E' in funzione anche uno spazio bimbi gestito dalla Giraffa con musica e animazione gratuita.

All'interno del Pala De Andrè ampio spazio commerciale con decine di espositori e un eco expò dedicato alle imprese che investono sulla sostenibilità ambientale, con uno stand degli ecologisti democratici.

Alle 18 apre le porte la mostra d'arte "De Chirico il metafisico", esposizione organizzata dal "Cerbero", a trent'anni dalla scomparsa, a centoventi dalla nascita e nel centenario delle primissime manifestazioni della poetica 'metafisica' da parte di un grande maestro del novecento. Con questa mostra, che caratterizza ancora una volta la festa come importante luogo di programmazione culturale e artistica, si vuole celebrare con una rassegna antologica che riunisce alcune tra le opere più interessanti dei cicli creativi dell'artista, uno degli artisti più significativi, saccheggiati e controversi dell'arte italiana ed internazionale.

In mostra 130 pezzi, una raccolta di opere a partire dagli anni Venti di diversi periodi della sua produzione artistica, realizzate con tecniche diverse, dalla pittura alla scultura, ai disegni, alcuni dei quali mai visti prima dal pubblico, dai pezzi di grafica ai 'gioielli' realizzati direttamente dal Maestro. La mostra rende, in maniera chiara ed esauriente, il valore e la capacità espressiva dell'autore non solo sotto il profilo pittorico, ma anche per definire lo spessore culturale, letterario e filosofico che l'autore ha espresso durante la sua vita. Alla mostra si troverà anche il prezioso catalogo curato da Silvana Costa, con testo critico di Bruno Bandini.

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8 settembre 2008
CORSO “ARCHEOLOGIA E DISABILITA’”

AL VIA IL CORSO “ARCHEOLOGIA E DISABILITA’” PER 20 RAGAZZI DEL CENTRO ‘LA SERRA’

Il corso organizzato dal gruppo archeologico del Dopolavoro Ferroviario è gratuito


Prenderà il via domani, lunedì 8 settembre (ore 10,00 al Dopolavoro Ferroviario di Foligno) il primo di tre incontri di formazione del corso "archeologia e disabilità" per 20 ragazzi disabili del centro socio-riabilitativo La Serra di Borroni, gestito dalla cooperativa sociale Dinamica, e del Laboratorio di Prato Smeraldo, curato dalla cooperativa sociale La Locomotiva.

L'iniziativa è organizzata dal gruppo archeologico del Dlf di Foligno e dalle archeologhe Matelda Albanesi e Maria Romana Picuti, con la collaborazione della sovrintendenza archeologica dell'Umbria e al contributo dell'assessorato alle politiche sociali del Comune di Foligno.

Il corso è gratuito e si svolgerà anche venerdì 12 Settembre. Nelle due giornate verranno proiettate e commentate diapositive sul mestiere dell'archeologo e sull'area archeologica dell'antica Fulginia mentre nella terza giornata sarà effettuata una visita all'area archeologica di Santa Maria in Campis.

In questa occasione verrà simulato un scavo archeologico attraverso le varie fasi, a partire dall'attività di scavo fino alla collocazione del reperto, dal disegno al recupero.

L'assessore alle politiche sociali, Rita Zampolini, valuta positivamente l'iniziativa ritenendola "una concreta opportunità per la conoscenza della città e la valorizzazione del suo patrimonio storico e artistico, offerta anche alle persone con disabilità. Rappresenta una forma efficace per stimolare e sviluppare le capacità delle persone stesse".

7 settembre 2008
Forte, luci spente nella notte di Veronica
Conclusa l'inchiesta amministrativa. E Palazzo Vecchio pensa a una rete nel luogo dell'incidente Oggi il sindaco consegnerà il dossier ai magistrati della Procura di Firenze, che potrebbero secretare la documentazione


Luci spente la notte della tragedia. E la necessità ora di guardare oltre, di andare avanti per riaprire nel pieno rispetto dei tempi della magistratura Forte Belvedere. Si è conclusa l'inchiesta amministrativa condotta dal direttore dell'ufficio cultura di Palazzo Vecchio Giuseppe Gherpelli, con qualche giorno d'anticipo sulla scadenza fissata al 30 agosto. Il dossier è stato consegnato al sindaco Leonardo Domenici che stamani, dopo aver sondato la procura della Repubblica, trasmetterà la documentazione al pm Concetta Gintoli. Dal momento dell'acquisizione la magistratura potrebbe secretarla. L'inchiesta amministrativa entrerà così nel fascicolo aperto per omicidio colposo — dopo la morte di Veronica Locatelli, caduta nel vuoto la notte tra il 15 e il 16 luglio mentre festeggiava al Forte il suo trentasettesimo compleanno — dalla procura.
LA RELAZIONE. Il dossier ricostruisce tutto l'iter amministrativo che ha portato l'affidamento del Forte Belvedere per il periodo estivo alla cooperativa Archeologia. Quello che sembra emergere però dall'inchiesta amministrativa è che a livello procedurale Palazzo Vecchio non avrebbe commesso irregolarità. La gestione della serata in cui è morta Veronica, l'inaugurazione della mostra sul fotografo David LaChapelle, non spettava al Comune. La mostra era stata organizzata da Giunti Mostre e Musei e curata dalla società Alfaomega, la struttura era stata affidata come noto alla cooperativa Archeologia. Il fatto più preoccupante, piuttosto, è quello delle luci spente. Veronica potrebbe essere stata ingannata oltre che dal buio anche dalle fronde oltre il parapetto del bastione. È possibile che la ragazza abbia creduto che si trattasse di un giardino, mentre in realtà erano i rami degli alberi del sottostante parco. Quello di Veronica e l'incidente in cui ha perso la vita Luca Raso nel 2006 sono tragicamente simili, ma diversi. Nel caso di Veronica l'imprudenza potrebbe essere stata provocata dall'inganno dell'oscurità. Altri particolari a margine dell'inchiesta interna: tutte le eventuali problematiche riguardanti i contratti di lavoro del personale della cooperativa non avrebbero alcun rilievo su quanto accaduto a luglio. E per quanto riguarda il problema dell'affollamento sugli spalti del Forte, che si sarebbe verificato quella sera, certamente affollamento non c'era nel momento in cui è avvenuta la tragedia.
IL PIANO DI SICUREZZA C'E'. In conclusione il lavoro fatto in queste settimane da Giuseppe Gherpelli metterebbe in luce che il piano di sicurezza per il Forte Belvedere c'era (sarà la procura ad accertare eventuali responsabilità sulla sua applicazione). Ma i tecnici di Palazzo Vecchio sarebbero già al lavoro per tracciare la strada da seguire per fare qualcosa di più e per consentire la riapertura del Forte. Magistratura permettendo. Il Comune a tal proposito, avrebbe già pronte sul tavolo proposte concrete che puntano a rafforzare proprio la sicurezza. Tra le diverse ipotesi, sembra prevalere l'idea di installare una rete orizzontale tra gli spalti — simile a quella che proteggono dalle cadute gli acrobati del circo — proprio nel punto in cui è precipitata Veronica, non lontano da dove nel 2006 era caduto nel vuoto Luca Raso. La soluzione della rete tra i bastioni, sembra essere stata presa in considerazione per due motivi: le transenne innanzitutto possono sempre essere oltrepassate e, particolare non da trascurare, alterano il profilo architettonico della struttura e potrebbero essere bocciate dalla Sovrintendenza. In più la rete offrirebbe maggiori garanzie di sicurezza, sovrintendenza permettendo.

7 settembre 2008
Vittima imprudente ma ci sono responsabilità
Quella notte le luci furono spente, in genere restavano accese. E´ da chiarire chi lo fece.



Forte Belvedere, la sera della tragedia le luci erano spente. Qualcuno ha azionato l´interruttore e ha staccato i 6 faretti che avrebbero potuto illuminare gli ultimi passi di Veronica Locatelli, precipitata da un bastione verso le 00.15 del 16 luglio scorso. Molti si accorsero della mancanza di illuminazione, ma nessuno mosse un dito per risolvere la faccenda. Chi spense la luce, non è accertato. Ma di sicuro la chiave di accesso al cancelletto che portava al "quadro luci" del Forte era in possesso solo della Cooperativa Archeologia, a cui nel luglio 2008 era stata affidata la gestione del Forte nell´ambito della rassegna Firenze Estate.

Le luci però non bastano. Perchè è vero che il piano di sicurezza della struttura imponeva che i faretti fossero accesi e non lo erano. E di questo motivo forse, chi non ha provveduto a rispettare quell´obbligo, dovrà rispondere davanti alla magistratura, che ha già aperto un´indagine per omicidio colposo. Ma certo "il comportamento della vittima pare esser stato contrassegnato da imprudenza". Palazzo Vecchio invece non c´entra nulla: nelle convenzioni fatte con gli enti gestori della struttura era infatti specificato che "nessuna delle eventuali inosservanze delle disposizioni in esse contenute può essere imputata al Comune".

Ecco cosa dice la relazione conclusiva dell´indagine amministrativa sui fatti del Forte Belvedere scritta di pugno dal direttore dell´ufficio cultura di Palazzo Vecchio Giuseppe Gherpelli, a cui all´indomani della tragedia fu proprio il sindaco Leonardo Domenici a commissionare il lavoro. Il documento, mai secretato ma tuttavia "riservato", è stato già consegnato al pm Concetta Gintoli, che coordina le indagini in Procura. Repubblica è in grado di fornirne alcune anticipazioni.

Le 39 pagine del dossier, già visionate dall´assessore alla cultura Giovanni Gozzini e dal sindaco Domenici, passano in rassegna tutta la documentazione, gli atti, i permessi e le procedure amministrative legate al Forte Belvedere e ricostruiscono attraverso le testimonianze di tutti i soggetti interessati e coinvolti nella gestione degli eventi, degli spettacoli e della sicurezza, i fatti della notte fra il 15 e il 16 luglio.


Al centro dell´attenzione, il problema dell´illuminazione. Dell´assenza di luce su una parte del Forte Belvedere (quella in cui passò Veronica) si erano accorti in molti: sia la Giunti Arte e Mostre, che quella sera aveva organizzato l´evento di inaugurazione della mostra fotografica di David Lachapelle, sia la Cooperativa Archeologia. Ma nessuno mosse un dito: il tecnico elettricista della ditta Bagnoli, responsabile della manutenzione dell´impianto del Forte, seppure sempre raggiungibile (lo precisa lui stesso in un colloquio con Gherpelli riportato nel dossier) non fu mai contattato per risolvere l´eventuale guasto o comunque per riattivare le luci che normalmente si accendevano col calare della notte (erano crepuscolari, si attivavano con una fotocellula) ed inspiegabilmente invece erano spente.

Chi staccò quei faretti? Non si sa: smentiscono sia la Giunti che AlphaOmega (che curava per conto di Giunti l´evento di Lachapelle del 15 luglio) e Archeologia. Ma se questo fosse vero, qualcuno - scrive il dossier - dovrà assumersi la responsabilità di fronte alla magistratura, che ha già aperto un´indagine per omicidio colposo, perchè il fatto potrebbe comportare "profili di responsabilità".

Nella convenzione e nei piani sicurezza (tutti correttamente redatti e applicati) c´era infatti scritto - chiarisce la relazione - che le luci dovevano essere accese. E se qualcuno si era accorto della loro assenza, avrebbe dovuto immediatamente contattare il tecnico manutentore per risolvere il guasto e ripristinare le dovute condizioni di sicurezza. O almeno avrebbe dovuto "provvedere a far defluire le persone dalle aree diventate pericolose". Sta di fatto che non lo fece nessuno. Addirittura la Giunti Mostre in un colloquio con Gherpelli spiega che quella sera c´era la luna piena e che quindi le "condizioni di visibilità erano particolarmente favorevoli".

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7 settembre 2008
Un'altra nuova TRADUZIONE PER il 'QUADRATO SATOR


Da: http://mrpalms73.blogspot.com/

ARCHEOLOGIA: NUOVA TRADUZIONE PER 'QUADRATO SATOR'
In chiave astrologica, l'ha proposta l'arsav valdostana


(ANSA) - AOSTA, 6 SET - Una nuova traduzione,in chiave astronomica,p otrebbe sciogliere l'enigma del 'quadrato del Sator', epigrafe latina presente in vari reperti. A trovarla e' stata l'Associazione ricerche e studi di archeoastronomia valdostana (Arsav). La scritta palindroma si compone dalle 5 parole 'Sator Arepo Tenet Opera Rotas'', finora tradotte: 'Il seminatore Arepo tiene all'opera le ruote'. Secondo l'Arsav rotas significa orbite e la nuova traduzione sarebbe: 'Il Creatore, con il carro, tiene in moto le orbite'. (ANSA).

Per chi non sapesse cosè il Sator:

Con l'espressione quadrato del Sator si indica una struttura a forma di Quadrato magico composta dalle cinque parole latine: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS, che, considerate di seguito (da sinistra a destra o dall'alto in basso), danno luogo ad un palindromo (frase che rimane identica se letta da sinistra a destra o viceversa).

Disponendo le parole su una matrice quadrata (vedasi figura), si ottiene una struttura che ricorda quella dei quadrati magici di tipo numerico. Le cinque parole si ripetono se vengono lette da sinistra a destra e da destra a sinistra, oppure dall'alto al basso o dal basso in alto. Al centro del quadrato la parola TENET forma una croce palindromica.

Il Quadrato del Sator a Oppède.

Il curioso quadrato magico è visibile su un numero sorprendentemente vasto di reperti archeologici, sparsi un po' ovunque in Europa. Ne sono stati rinvenuti esempi nelle rovine romane di Cirencester (l'antica Corinium) in Inghilterra, nel castello di Rochemaure (Rhône-Alpes), a Oppède in Vaucluse, a Siena sulla parete del Duomo di fronte al Palazzo Arcivescovile, nell'abbazia Certosa di Trisulti a Collepardo (FR), a Santiago di Compostela in Spagna, ad Altofen in Ungheria, solo per citarne alcuni. A volte le cinque parole si trovano disposte in forma radiale, come nell'abbazia di Valvisciolo a Sermoneta (Latina), oppure in forma circolare, come nella Collegiata di Sant'Orso di Aosta. Altre chiese medioevali ancora, nelle quali si registra, in Italia, la presenza della frase palindroma (in forma di quadrato magico oppure in forma radiale o circolare) sono: la Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, la chiesa di San Pietro ad Oratorium a Capestrano (AQ)*, la Chiesa di San Michele ad Arcè, frazione di Pescantina (Verona), ed altri ancora. L'esempio più antico e più celebre è quello rinvenuto nel 1925 negli scavi di Pompei, inciso sulle scanalature di una colonna della Grande Palestra: esso ha avuto una grande importanza negli studi storici relativi alla frase palindroma**; a partire da questo ritrovamento, il quadrato del Sator viene anche detto latercolo pompeiano.

* Si tratta di una chiesa il cui altare cristiano fu edificato su una ara pagana, pare dedicata a Venere; secondo alcuni studiosi a S.Pietro ad Oratorium transitarono cavalieri templari di ritorno dalla Terrasanta.
** Cfr. F. P. Maulucci Vivolo op. cit.


L'ultimo ritrovamento italiano risale al luglio del 2007: un gruppo di giovani siciliani, durante una uscita notturna, ha rinvenuto il Quadrato del Sator inciso sulle travi dismesse di un vecchio scheletro d'abitazione, accompagnato dai disegni di un oplita greco e di un geroglifico, oltre che dall'epigrafe latina "Sum gaudens horizonti tuo nomine viventis in perpetuum", in località Sciara di Scorciavacca nel territorio di Presa, in provincia di Catania.

Quadrato del Sator

Qual è il significato del quadrato magico? Per quale ragione ha avuto tanta diffusione? Difficile stabilire il significato letterale della frase composta dalle cinque parole, dal momento che il termine AREPO non è strettamente latino. Alcune congetture su tale parola (nelle Gallie e nei dintorni di Lione esisteva un tipo di carro celtico che era chiamato arepos: si presume allora che la parola sia stata latinizzata in arepus e che nel quadrato essa avrebbe la funzione di un ablativo strumentale, cioè un complemento di mezzo) portano ad una traduzione, di senso oscuro, quale Il seminatore, col suo carro, tiene con cura le ruote, della quale si cerca di chiarire il senso intendendo il riferimento al seminatore come richiamo al testo evangelico*. Pensando invece che il termine AREPO sia il nome proprio di un misterioso seminatore, si arriva alla traduzione: Arepo, il seminatore, tiene con cura le ruote, che sembra prosaicamente alludere a pratiche agricole**.

* L'ipotesi è stata avanzata da Jérôme Carcopino, cfr. F. P. Maulucci Vivolo, op. cit.
** Cfr. J. Gwyn Griffiths, op. cit.

Anagramma SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS


La presenza del palindromo in molte chiese medievali induce a considerarlo - per quanto esso possa aver avuto un'origine più antica - un simbolo che si inserisce nella cultura cristiana di quel periodo. Partendo dalla identificazione del Sator, il seminatore, con il Creatore *, qualche studioso ha proposto la seguente interpretazione: "Il Creatore, l'autore di tutte le cose, mantiene con cura le proprie opere" **. L'interpretazione del palindromo nell'ambito della cultura cristiana è coerente con la grande quantità di presenze e ritrovamenti in luoghi di culto medievali. Il ritrovamento del "latercolo pompeiano", risalente a data anteriore al 79 D.C., ha sollevato numerose controversie sull’origine cristiana del quadrato in quanto pur ipotizando la presenza di comunità cristiane a Pompei la A e la O poste ai lati della croce sono chiaramente un riferimento all'apocalissi di San Giovanni che ebbe diffusione in Italia quasi 100 anni dopo.***.
Il primo a ipotizzare la tesi dell'apocalisse fu F. Grosser che osservando con spirito enigmistico l'insieme delle lettere che lo compongono**** ha rilevato che esse possono servire a comporre una croce, nella quale la parola "PATERNOSTER" si incrocia sulla lettera N: avanzano due A e due O, che possono porsi ai quattro estremi della croce, come fossero l'alfa e l'omega, il principio e la fine. Il quadrato sarebbe dunque una crux dissimulata, un sigillo nascosto in uso tra i primi cristiani ai tempi delle persecuzioni. Questa interpretazione è rafforzata dal fatto che il quadrato magico stesso contiene al suo interno una croce greca dissimulata, costituita dall'incrocio, al centro del quadrato, delle due ricorrenze di TENET, l'unica parola della struttura che è palindroma di sé stessa. Inoltre è stato osservato che lo stesso carattere T era utilizzato dai primi cristiani per indicare la croce, così come usavano altre strutture che ne potevano richiamare la forma, quali l'albero della nave o il timone ***** Questa interpretazione, per quanto plausibile, non è accettata da tutti gli studiosi, specie da quanti rifiutano l'origine cristiana del palindromo. Una spiegazione più semplice - rispetto a quella della crux dissimulata - sostiene che, coerentemente con abitudini diffuse nel Medioevo, l'impiego in ambiente cristiano del quadrato del Sator doveva corrispondere a finalità apotropaiche, come avvenne per molte altre iscrizioni suggestive, del tipo "Abracadabra" o "Abraxas". Non sarà stata ininfluente, a questo riguardo, la presenza all'interno del quadrato della croce formata dalla doppia parola TENET ******.

* Cfr. Luca, VIII, 11: Semen est verbum Dei.
** L'interpretazione si incentra sulla frase Sator opera tenet, intendendo il resto come sua ripetizione letta al contrario; cfr. G. Gagov, op. cit.
*** Sulla contestazione della tesi dell'origine cristiana, si veda quanto riportato al sito http://remomangialupi.googlepages.com/satorarepo. I fautori della tesi dell'origine cristiana sottolineano, per contro, la esistenza in Campania già ai tempi di Nerone di una comunità cristiana; cosa plausibile anche a Pompei, dove sono venuti alla luce segni di una croce sul muro di una abitazione nella zona della servitù.
**** F. Grosser, Ein neuer Vorschlag zur Deutung der Sator-Formel, Archiv für Religionwissenschaft, XXIV 1926, pp. 165-169.
***** Vedasi: R. Camilleri, op. cit.
****** Sull'utilizzo dei filatteri con finalità apotropaiche in epoca medievale, vedasi la voce "Filatteri", in Enciclopedia d'Arte Medievale, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Milano, vol. VI, pp. 195-198. La tesi sul significato apotropaico del palindromo è sostenuta nel testo di Giovanna Bianchi sulla Pieve di San Giovanni a Campiglia Marittima, rinvenibile al sito http://www.bibar.unisi.it/testi/TESTIBDS/BDA08campiglia/II-24.pdf

La lettura all'interno del palindromo della parola "PATERNOSTER" come crux dissimulata avviene per via di anagramma. Tale lettura parte dall'attribuzione del quadrato all'ambiente cristiano: essa è stata posta in dubbio da alcuni studiosi, ma è basata su fondamenti storici che risultano ben più solidi rispetto alle tante congetture che si reggono sulla semplice analisi degli anagrammi, anche se, di per sé, non può essere considerata probante. In effetti è ben noto come, a partire da un certo numero di lettere, sia possibile ottenere un gran numero di frasi completamente diverse, anche se non palindrome. Tra i tanti esempi possibili in campo religioso, se ne possono citare alcuni: O PATER, ORES PRO AETATE NOSTRA (O Padre, prega per la nostra età); ORA, OPERARE, OSTENTA TE, PASTOR (Prega, opera e mostrati, o Pastore); RETRO SATANA, TOTO OPERE ASPER (Arretra, Satana, crudele in tutte le tue opere). Non mancano neppure invocazioni diaboliche: SATAN, TER ORO TE, REPARATO OPES! (Satana, ti prego per tre volte, restituiscimi le mie fortune)*.


* L'enigmista italiano Stefano Bartezzaghi, nella rubrica Lessico e Nuvole per il quotidiano "La Repubblica", ha proposto i seguenti divertenti anagrammi: SOTTRAR ORO A PAPERONE: SAETTE / PORNOSTAR: PARTE OSEE A TEATRO / O PORTA ESTERA O PORTA ESTERNA / ATTOR ARRESO TENET SOAP OPERA



Una studiosa italiana, la prof. Bianca Capone, attraverso una approfondita analisi dei siti in cui sono stati rinvenute vestigia del Quadrato Sator, arriva a sostenere che dietro alla diffusione del misterioso sigillo ci sia stata l'opera dei Cavalieri Templari * Questo studio, in virtù del richiamo ai Templari, ha probabilmente stimolato ulteriormente la formulazione di congetture ermetiche, cabalistiche e negromantiche (che popolano oggi i siti Internet sull'argomento).
Un'altra congettura suggestiva è quella formulata dalla scrittrice Silvana Zanella **. Viene proposta una lettura "bustrofedica" del quadrato, vale a dire effettuata cambiando verso di percorrenza alla fine di ogni riga (o di ogni colonna), in modo tale che la frase da interpretare diventa "SATOR OPERA TENET AREPO ROTAS". L'oscuro termine AREPO viene preso come contrazione di Areopago (nel senso di tribunale supremo). In questo modo si arriva alla traduzione: Il seminatore decide i suoi lavori quotidiani, ma il tribunale supremo decide il suo destino; e, restituendo alla frase il suo significato morale: L'uomo decide le sue azioni quotidiane, ma Dio decide il suo destino. Una tale congettura ovviamente non spiega tutto. In particolare non spiega quelle iscrizioni in cui - come in quella di Aosta - le parole del Sator non sono disposte nella forma canonica del quadrato, impedendone una lettura bustrofedica. Una ulteriore spiegazione proposta è quella per cui il quadrato Sator sarebbe una mappa universale per la distribuzione della posta nei primi secoli dell'impero romano. In questo senso la croce centrale TENET+TENET veniva fatta coincidere col Cardo e il Decumanus degli accampamenti militari e di molte cittadine a base quadrata. Il Quadrato sarebbe stato una vista da Nord del modello di città, con il lato superiore corrispondente al Sud e il lato sinistro all'Est. Ad esempio: all'indirizzo Arepo-Opera corrispondeva l'incrocio tra la riga Arepo e la colonna Opera, che coincideva con un punto preciso della mappa della città al centro del settore Sud-Ovest.


* Vedasi B. Capone, L. Imperio, E. Valentini, op. cit. ** Vedasi il sito http://www.club.it/autori/silvana.zanella/quadratoincipit.html

Bibliografia:

  • G. Gagov, "La soluzione di un antico crittogramma", Miscellanea francescana, 1961, 61, pp. 276-82
  • M. Guarducci, "Il misterioso “Quadrato Magico”, l’interpretazione di Jérome Carcopino e documenti nuovi", Rivista di archeologia classica, XVII, pp. 219-270, 1965;
  • J. Gwyn Griffiths "'Arepo' in the Magic 'Sator' Square'", The Classical Review, New Ser., Vol. 21, No. 1., March 1971
  • F. P. Maulucci Vivolo, E l'acqua zampillerà dal deserto. Testimonianze giudaiche e cristiane a Pompei prima del 79, Carcavallo, Napoli 1990
  • B. Capone, L. Imperio, E. Valentini, Guida all'Italia dei templari. Gli insediamenti templari in Italia, Edizioni Mediterranee, 1997, ISBN 88-2721-201-9
  • R. Camilleri, Il quadrato magico, Rizzoli, Milano 1999
  • T. Brescia, "Il vero significato dell’Arepo Sator, il quadrato magico", Mystero, anno V n. 60, Roma – maggio 2005, pp. 42-46.
  • Valerio Evangelisti, Cherudek, Mondadori, 1997.

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permalink | inviato da Palms24 il 7/9/2008 alle 16:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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