
Gli effetti vanno dall'insicurezza psicologica, progressiva, allo
stress eccessivo e possono seguire gastriti, disturbi
cardio-circolatori, problemi nervosi. Prima ci sono contratti a
progetto e lavori in affitto; c'è la questione sicurezza, la mancanza
in molti casi di strumenti di protezione, la privazione di tutele e la
relativa probabilità di infortuni. Perciò la diagnosi è molto seria: il
lavoro precario fa male alla salute. Occorrono prevenzione e cura.
Quanto prima.
A fare il check-up delle condizioni in cui versa il lavoro atipico e
soprattutto delle conseguenze per i lavoratori così impiegati è uno
studio dell'Osha, l'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul
lavoro (
http://osha.europa.eu),
che evidenzia l'insorgere di vari rischi legati alle nuove forme di
organizzazione del lavoro. Temporaneo o a progetto, prestazione
d'opera, finto lavoro "in proprio", e outsourcing,: secondo l'indagine,
pubblicata nelle settimane scorse, da queste nuove forme di contratto
derivano altrettanti nuovi rischi per la salute dei lavoratori. E di
fatto oggi chi è impiegato attraverso questo genere di contratti è più
esposto.
Il malessere degli atipici.
Nel corso della ricerca l'Agenzia ha interpellato esperti di vari
paesi, (Europa e Stati Uniti) e professionisti dell'Ilo (l'agenzia
dell'Onu per il lavoro) e ha chiesto loro di valutare la presenza, o
meno, di nuovi rischi per la salute derivanti dalle forme di
organizzazione del lavoro recenti e atipiche. Dalle risposte sono
emersi vari elementi critici: i precari hanno occupazioni più
rischiose, condizioni di lavoro più scarse, e raramente ricevono una
formazione adeguata su salute e sicurezza. Inoltre, la sequenza spesso
convulsa e scostante di contratti a breve termine "aumenta la
sensazione di insicurezza e marginalità, provocando l'incremento di
stress e preoccupazione, con rischi per la salute molto gravi".
Le interruzioni tra
un contratto e l'altro rappresentano infatti una discontinuità della
responsabilità legale del datore di lavoro. E questo, secondo gli
esperti, finisce per essere ulteriore elemento di malessere.
Quindi, a confronto
con coloro che sono impiegati in un lavoro stabile, i lavoratori
precari risultano maggiormente vulnerabili. Molto più deboli. E non
solo per quel che riguarda contributi, indennità, stipendi. "La lettura
data - dichiarano i ricercatori dell'agenzia - è ampiamente supportata
dalla letteratura scientifica in materia: ci sono dimostrazioni che le
caratteristiche di queste nuove forme di lavoro non tradizionali
portino a rischi peculiari per la salute".
Le condizioni di lavoro.
Un altro aspetto riguarda i carichi di lavoro: le statistiche europee
indicano che oltre metà degli occupati dichiara di lavorare ad alte
velocità e pressione per tre quarti del tempo, con un trend che pare
essere in aumento. A questo proposito lo studio sottolinea anche la
frequente esclusione dei lavoratori precari dai tavoli sindacali su
salute e sicurezza e il minore accesso (o del tutto assente) ad
attrezzature e strumenti di protezione. I risultati di tale sistema si
traducono dunque in condizioni fisiche di lavoro peggiori, insicurezza
psicologica e stress eccessivo, un maggior carico d'impiego, incidenti
più frequenti.
"Si va rafforzando una sorta di mal di vivere perché l'incertezza del
lavoro e la precarietà continua finiscono per far morire la speranza
nel futuro - sostiene Filomena Trizio, segretaria generale di
Nidil-Cgil - le nuove generazioni sono circondate da questo tipo di
contesto lavorativo e senza dubbio sono più esposte al malessere. Altro
che bamboccioni, la condizione di disagio in cui si trovano i giovani è
frutto di scelte politiche e sociali precise. E su queste si deve
intervenire".
Ma oltre a ravvisare un legame tra i nuovi pericoli per i lavoratori
(soprattutto lo stress e le conseguenti malattie psicosomatiche) e i
nuovi equilibri economici e organizzativi, nella ricerca viene
riscontrato anche un collegamento tra la maggiore competitività sul
luogo di lavoro e gli episodi di bullismo e molestie; infine la
sottolineatura di un altro aspetto: la connessione tra lo scarso
equilibrio della vita professionale e quello della vita privata e
famigliare.
Situazioni che fanno del lavoratore precario un soggetto a rischio e
concorrono ad aumentare i danni alla salute derivanti dal lavoro.
Sintomi che spingono gli operatori del settore, come l'Agenzia europea,
a ribadire la necessità di trovare presto vaccini e terapie: un
maggiore controllo degli ambienti di lavoro e un incremento reale di
garanzie e tutele. In altre parole: nuove, differenti politiche per un
lavoro diverso, stabile e sicuro.